Ogni ordine è un crimine, ogni rivolta un bene

Temptation Island

in TV Sorrisi e Cazzoni di

Il trionfo dei gonzi

E’ da anni che in televisione impazza il fenomeno “reality show”, e il suo dilagare su tutte le reti in ogni salsa possibile e (in)immaginabile, non sembra stufare il pubblico, tutt’altro.
Uno degli ultimi arrivati si chiama “Temptation Island”, format statunitense (e te pareva) prodotto da quella visionaria di Maria De Filippi. Se il ‘900 ha visto il contributo intellettuale di Simone Weil e Rosa Luxemburg, il XXI secolo procede imperterrito sotto il segno di Maria De Filippi e Barbara D’Urso. Vabbè, inutile lamentarsi: ognuno ha ciò che si merita. Indubbiamente abbiamo “meritato” molto.
Una doverosa precisazione ai lettori che potrebbero storcere il naso per la scelta di ficcare una conclamata porcheria tra Marx, Bakunin e le tematiche scottanti del vivere quotidiano. Comprendo il vostro “salvavita morale” che vi tiene a debita distanza, ma senza sbattere il grugno in Temptation Island si rischia di perdere un pezzo utile a capire in che razza di mondo viviamo. A coloro che, per pudore, o per comprensibile rifiuto se ne stanno alla larga va il mio affetto. Ma così facendo è troppo comodo. Capire vuol dire anche (e soprattutto) mettere le mani nella merda, e noi di Anomalia abbiamo scelto di farlo. Quindi bando ai pudori e rimbocchiamoci le maniche.

È l’evoluzione genetica dello scemo del villaggio che ora diventa anche stronzo e vendicativo

Allora, che roba è sto “Temptation Island”?  In estrema sintesi: sei coppie si scoppiano per vedere se scoppiano. Una sorta di “Uomini e donne” in salsa estiva condito dall’ebrezza delle temutissime corna. Un mix tra il “Grande fratello” e “L’isola dei famosi”. Insomma, roba forte. I concorrenti? Prodotti in serie: fisico atletico, tatuaggi, stessi atteggiamenti, pantaloni modello “acqua in casa”, tanto simili da far fatica a notare le differenze.
Il gioco, leggo dal sito web, serve alle coppie per “capire se sono felici della loro relazione. Estraniati dalla quotidianità, senza avere contatti con nessun media (se non per il fatto di esserci finiti dentro) le coppie vivranno separate per 21 giorni: gli uomini se la vedranno con giovani donne single e altrettanto faranno le donne”.
Ogni settimana, va in onda il momento magico del “falò”: l’ora delle decisioni irrevocabili. Alla vista dei filmati che immortalano la dolce metà ammiccare a esemplari del sesso opposto, il partner ferito nell’orgoglio darà sfoggio in mondovisione dei suoi sentimenti più delicati e intimi. Il risultato? Un rutto. Alla fine dei 21 giorni, la coppia deciderà se uscire dal programma insieme oppure mollarsi in diretta Tv.
Insomma, ci si diverte così, tra capovolgimenti di fronte, vendette, pentimenti, colpi bassi, pianti, crisi isteriche, urla, balli e faide belluine.
A condurre il baraccone è Filippo Bisciglia, ex Grande Fratello 6, Stai all’Okkio, Il Candidato e altre chicche. Un prodotto DOCG della De Filippi Spa.

È l’evoluzione genetica dello scemo del villaggio che ora diventa anche stronzo e vendicativo. È a lui che la massa di persone guarda con simpatia e con inconfessabile invidia.
Il gossip – la ciancia dei nulla pensanti – invade lo spazio e il tempo. Lo occupa con i suoi rutti e scoregge, con lacrime di polistirolo e sensibilità stracciona. Che importa se di autentico, in quel cazzeggio infinito, non ci sia neppure la location. Ebbene sì, non si trovano su un’isola ma in un resort vicino a Cagliari.
Va in scena il trionfo assoluto dell’idiota catodico, che ci assolve dalla funzione di ragionare, scrivere e riflettere. Ci fa sentire sulla giusta via e ci tira a sé nel comodo girone del coglione (questo Dante non l’aveva previsto).
Confesso: sono anche divertito. E con l’occhio dello speleologo mi getto negli antri bui della civiltà. Nelle sue profondità più oscure e indecifrabili. Ne emergo estasiato, impaurito, ma per niente impreparato ad affrontare la realtà. Uscendo dal portone di casa so già chi incontrerò per strada. Inutile meravigliarsi, scandalizzarsi, chiamarsi fuori dai giochi.
Quasi 4 milioni di persone (oltre il 21% di share) hanno guardato la prima puntata. Contro i 40 che leggeranno questo articolo. Se fosse una partita di calcio saremmo 100.000 gol a 1 per loro.
Ricordate quella pubblicità del Gratta&(mai)vinci dove l’arbitro fischia l’inizio della partita tra una squadra di 11 giocatori e una formata da migliaia, con lo slogan “ti piace vincere facile” e musichetta correlata? Ecco, è così che va il mondo.
Troppo facile bollarlo come “trash”. L’isola delle tentazioni è la terra arida in cui ci troviamo a campare e sulla quale spadroneggiano migliaia di gonzi. E hanno vinto loro, annientando ogni altra forma di vita.
E’ il trionfo del “tipo umano” che appare disinvolto e a proprio agio in tale habitat. Che se la spassa e ride rotolandosi nel putrido senza mai chiedersi il perché.
Ma non ho nessuna voglia di piagnucolare. Né mi sento vittima o incompreso. Noi di Anomalia non alziamo bandiera bianca. Continueremo a sventolare la nostra bandiera per quegli 11 giocatori rimasti in campo. Eroici? Pazzi? Illusi? Non è importante. Ognuno ha la squadra, e la tifoseria, che si merita.
Alla prossima puntata.

Matrix

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