Ogni ordine è un crimine, ogni rivolta un bene

Questi non stanno bene

in Gli ultimi/La loro società di

L’insostenibile leggerezza del reddito

E finalmente il tanto atteso Reddito di cittadinanza è stato approvato e il Governo dei grilli e dei grulli può gonfiare il petto.
Premessa.
Prima di affrontare con voi  le linee guida della nuova Legge e al fine di documentarmi al meglio, sono andato al C.I.M. (Centro di Igiene Mentale) e l’ho fatta leggere ad uno psichiatra. Lui, terminata la lettura, si è tolto gli occhiali, mi ha guardato a lungo e mi ha garantito tre letti con cinghie di contenimento se gli portavo gli autori del Decreto.
Detto questo, andiamo ai contenuti.

Mai prima d’ora si era scatenato un simile can can intorno ad un provvedimento che, peraltro,  già i precedenti  Governi avevano sperimentato, seppur in forma diversa, ma che aveva lo stesso indecente obiettivo di quest’ultimo, ovvero quello di configurarsi come una mancia gettata per terra come le ghiande ai maiali.
Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio destinato alla fascia di popolazione che si trova sotto la soglia della povertà assoluta, ovvero quella di chi può contare su meno di 780 euro al mese.
In questa fascia, stranieri inclusi, si trovano circa 6 milioni di persone (dichiarazione ISEE 2017) e circa 1 milione e 300 mila famiglie di cui 164 mila le famiglie straniere.
Il conteggio è frutto dei calcoli elaborati dall’Istat ma già  si pensa che la “platea” dei beneficiari possa arrivare a nove milioni.
Bene. Con la cagnara intorno al Reddito di cittadinanza abbiamo capito che in Italia il 15% della popolazione fa letteralmente la fame, e forse qualcuno inizierà a chiedersi in che mondo vive, pubblicità del Mulino Bianco permettendo.
E’ prevista anche  una Pensione di Cittadinanza destinata agli over 65,  un’integrazione all’assegno mensile che dovrebbe permettere di raggiungere l’agognata soglia.

Più che una legge sembra una chiacchierata al bar sotto casa.

In sintesi,  chi vanta ad esempio un reddito di 200 euro mensili nel migliore dei casi può ottenere i 580 euro che gli mancano per raggiungere “quota 780 euro”.
Entrando nel dettaglio: nel caso di un cittadino single l’importo massimo è di 780 euro, ma si tratta di una cifra da dividere in due parti; la “paghetta” base, infatti,  è di 500 euro e a  questa cifra si somma un importo di 280 euro se si è titolari di un contratto di affitto o 150 se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo. Comunque sia, l’importo massimo totale non può superare  i 780 euro.
Nel caso invece  di una famiglia composta da padre, madre, più un figlio maggiorenne e due  minorenni, il reddito arriva a 1.330 euro al mese. Quindi, se hai due figli a carico, uno di diciannove e l’altro di ventuno, te la prendi in quel posto e continui a mangiare pane e sputo.
Ancora: nella legge c’è scritto che  sarà riconosciuta una somma integrativa alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile. Ma proprio mentre sto scrivendo,  le agenzie battono la notizia che nel Reddito di Cittadinanza non sarà prevista nessuna misura ad hoc, poiché la pensione di invalidità viene già  riconosciuta  come entrata.  Un’altra bufala buona per racimolare qualche like su facebook, la nuova Gazzetta Ufficiale dei nostri tempi.
Più che una legge sembra una chiacchierata al bar sotto casa.
Ma andiamo avanti.
Sono esclusi dal Reddito di Cittadinanza: chi si trova in carcere, i ricoverati in lunga degenza o altre strutture assistenziali a carico dello Stato, e le famiglie che hanno all’interno del proprio nucleo chi si è dimesso dal proprio lavoro nei dodici mesi precedenti la data di attuazione della Legge.
Avete capito? Se state “marcendo” in galera, come dice Salvini mentre si pulisce il culo con l’articolo 27 della Costituzione, non vi spetta niente perché potete leccarvi i baffi con il rancio della prigione, e visto che avete anche  l’alloggio gratuito con l’uso di cucina, fuori dalle palle.
Stessa sorte se state tirando le cuoia abbandonati da dio e dagli uomini in quelle splendide strutture  a due passi dalla tomba. Tanto con i 780 euro che cazzo ci dovete fare? Tra un quarto d’ora siete morti!

se abito a Perugia, rischio di dover accettare per forza un lavoro a Pescara!

Se poi, un anno fa,  avete fatto la cazzata di mandare a fare in culo in vostro capo che si divertiva a farvi lavorare 12 ore al giorno, mal pagato, senza ferie e sotto il ricatto del licenziamento reso facile dal Jobs Act, allora sono cavoli amari perché ai due malati di mente giallo-verdi non piacciono i piantagrane e allora niente elemosina, così la prossima volta imparate ad ubbidire al superiore, sempre e comunque. Capito il messaggio?
Ma attenzione, questo è niente, perché adesso viene il bello.
Chi non spenderà per intero il reddito di cittadinanza nel mese di ricezione, perderà l’importo.
Ma come cristo farà lo Stato ad appurare che avete speso tutti i soldi del “mensile”.
E se ve li siete tenuti sotto al cuscino o nella zuccheriera? Che fanno? Vengono a casa e fanno la perquisa?
Ma poi, con 780 euro al mese, c’è qualcuno che davvero ha potuto soltanto immaginare l’ipotesi di mettere da parte un gruzzolo? E nel frattempo  cosa ha fatto? Si è ibernato?
Ma poi, laddove fosse possibile, perché non posso accantonare qualche euro per il mese successivo io proprio non capisco.
Nella legge però, c’è una buona notizia per i padroni; infatti,  un’impresa che assume il cittadino pezzente con il Reddito di Cittadinanza otterrà fino a 18 mesi di sgravi fiscali. E te pareva.
E poi, udite udite,  se il beneficiario del reddito di cittadinanza avvia una sua impresa, ottiene il reddito fino a 16 mesi.
Avvia una sua impresa?
E con cosa? Con 780 euro al mese? E che attività dovrebbe aprire un cristiano con un capitale iniziale di 780 euro al mese? Un banchetto da cartomante sotto i portici? Ma quale mente perversa può partorire una stronzata simile?
E ora veniamo alla durata dell’elemosina; il reddito di cittadinanza dura 18 mesi, durante i quali lo Stato ti offrirà un posto di lavoro e lo farà per ben tre volte.
Entro i primi 12 mesi, la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 chilometri o 100 minuti di viaggio. E già vado in confusione.
Se viene rifiutata la prima offerta,  la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 chilometri (e 250 minuti di viaggio, no?!)
Per le famiglie con persone disabili le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 chilometri.
Dunque, se ho ben capito, io dovrei campare con 780 euro al mese e quindi mangiare, vestirmi, pagare le bollette, l’eventuale affitto di casa, la benzina del motorino, perché non posso avere una macchina di proprietà, e alla fine, se abito a Perugia, rischio di dover accettare per forza un lavoro a Pescara!
Ma che mi pigli per il culo?
Se poi le prime due proposte di lavoro mi fanno schifo e rifiuto,  l’ultima proposta  potrebbe arrivare da Agrigento.  E io da Perugia come cazzo ci arrivo in Sicilia?
Ma che razza di legge dimmerda è questa?
Appare evidente che la mano subdola del legislatore tende a vincolarmi giocoforza alla prima offerta e infatti anche Pinocchietto Di Maio lo va ripetendo ai quattro venti: “cari pezzenti, accettate la prima offerta perché altrimenti ve la rischiate!”
Ma il trucco c’è, e si vede, perché se non posso rifiutare il lavoro che mi viene proposto avremo una corsa al ribasso dei salari, così Confindustria è contenta e non disturba il manovratore.
Niente avviene per caso.

Queste che ho appena elencato sono le famose “norme anti divano” e tralasciamo, per carità di patria,  la grammatica chiaramente fascista che si cela dietro questo nuovo modo di rivolgersi al cittadino, ovviamente quello senza una lira, perché l’approccio con i ceti benestanti è sempre di tutt’altro tenore.
Il reddito di cittadinanza è una legge che manifesta tutto il disprezzo verso chi è rimasto indietro e soprattutto tende apertamente al mantenimento di un esercito di riserva pronto a correre per tutta la penisola raccattando le briciole come bestie in un porcile.
La dignità scambiata per un regalo.
Norme sfacciatamente superficiali, palesi prese per i fondelli, tentativi di mettere un prisma in un cubo, moniti e certezza della galera fino a sei anni per chi prova a “fare il furbo”, insomma, in questa legge orripilante affiora clamorosamente tutto il fastidio per una fascia della popolazione che non ha saputo stare al passo perché si è grattata la pancia, perché si è alzata tardi la mattina, non si è lavata i denti e bestemmia come i turchi.
E’ la pena per gli ultimi, la salamoia nella quale farli sguazzare fino allo stremo, sperando si estinguano, come sperava l’economista Malthus alla fine del ‘700.
Non una parola sulle attitudini personali, sulle esperienze lavorative realizzate in passato, su una vera inclusione a pieno titolo nella società che li ha emarginati fino ad oggi. Il solito piatto di fagioli.

Mi piacerebbe pensare che le persone di questo Governo siano degli psicopatici, degli squinternati fuori di testa, ma temo che la verità sia un’altra. Una vecchia storia che si ripete da tempo.
Una storia che piace a pochi e fa schifo a tutti gli altri, ma che continuano a raccontarcela come fosse la migliore.
Forse è giunto il momento di raccontarne un’altra, prima di addormentarci per sempre.

 

Buonanotte popolo.

 

Andrea Boni

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