Ogni ordine è un crimine, ogni rivolta un bene

Protestare con decoro

in Abusi e Costumi/La loro società di

Il galateo dell’insurrezione

Francia. Scorrono le immagini delle proteste sugli Champs Elysées. Decine di migliaia di “gilets jaunes”, esasperati dall’aumento del costo della vita e della reiterata strafottenza politica, indossano quei gilet gialli in dotazione nelle nostre auto, e decidono di scendere nelle strade per farsi ascoltare. Un movimento spontaneo, di popolo, senza guide o guru illuminati, né partiti politici alle spalle.
Questo l’antefatto. E come ogni protesta che si possa definire tale, prende corpo dalla rabbia per un’ingiustizia subita, che – a rigor di logica – non si esprime con sorrisi a trentadue denti e palloncini colorati. Eppure, in questi tempi bui, anche l’ovvietà per cui ad ogni torto corrisponde una reazione, poggia su basi assai fragili. In perfetta malafede, c’è chi pretende di far le peggio cose e avere il diritto di farla perennemente franca, partorendo strampalate teorie a proprio uso e consumo. Sulla falsa riga di questa tendenza, troviamo la teoria che potremmo definire della “Buona Rivoluzione”, alla quale si accoda il telegiornale di Enrico Mentana. E noi di Anomalia, non potevamo perdere una così ghiotta occasione per un breve ripasso di Rivoluzione 4.0.

Sentiamo direttamente le parole della conduttrice, Francesca Fanuele.
Sabato primo dicembre. La manifestazione autorizzata partirà alla 14, ma fin dalla mattina i manifestanti iniziano a radunarsi sotto l’arco di Trionfo. E qui, la bionda conduttrice ci fa notare che “le immagini che vedete si riferiscono a ciò che non era autorizzato. C’è una zona in cui non ci si può avvicinare e parte dei dimostranti che, a quanto pare non sono certo le persone che faranno parte del corteo ordinario, da ore stanno puntellando la città con saccheggi e distruzioni, e con una serie di scontri con le forze dell’ordine”. Non solo. Quei manifestanti non autorizzati “hanno provato a irrompere e a forzare i posti di blocco, hanno lasciato devastazioni (ancora), e hanno provato addirittura ad arrivare all’Eliseo dove cercano un confronto diretto con Macron”. Insomma, alcuni sono arrivati prima dell’appuntamento, hanno fatto colazione con un bel croissant, fumato una sigaretta, e poi, annoiati dall’attesa, hanno deciso di passare il tempo rubando e distruggendo tutto ciò che capitava loro a tiro. Ma il meglio deve ancora arrivare, perché in chiusura chiarisce la situazione: “E’ piuttosto chiaro che ci sono due anime distinte: quella più strutturata, radicata e organizzata che tra poco sfilerà per le vie della capitale francese in modo ordinato e invece gli infiltrati o comunque altri dimostranti che hanno scelto una via fatta di violenza e di scontro cercato con le forze dell’ordine”. Da sottolineare il riferimento mistico-religioso alla via sbagliata, quella della violenza che porta a peccare.

È dal G8 di Genova che ascoltiamo questa stessa musica: ci sono i buoni e i cattivi manifestanti. Ritornello che viene cantato a tutto fiato da giornali e tg non appena ne intravedono la possibilità. Come qui in Francia, dove c’è chi si fa una bella passeggiata autorizzata per gli Champs Elysées mano nella mano, e quelli che, al contrario, non perdono occasione per distruggere la “via più bella del mondo”. Ergo, questi secondi sono figli degenerati che non sanno comportarsi. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere al pensiero che questa narrazione viene accolta favorevolmente, in quanto versione comoda che dispensa dall’approfondimento, dalla grande maggioranza del “popolo del divano”.

Suona la campanella, fine del tg-lezione. Oggi abbiamo appreso il galateo dell’insorgenza, o bon ton per dirlo alla francese. D’ora in avanti, ad impreziosire la lunga lista di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione – dall’uomo che cede sempre il passo alla donna uscendo da un luogo chiuso ed entrando in un ambiente privato, a quelle che regolano come deve essere apparecchiata la tavola (il tovagliolo si tiene aperto sulle gambe, schiena eretta staccata dalla sedia) – sarà a disposizione di tutti i manifestanti il decalogo per protestare elegantemente. Insomma, manifestare sì, ma con buona educazione, e soprattutto, con decoro. Nell’attesa che la civiltà e le buone maniere raggiungano anche l’ambiente barbaro e retrogrado dei contestatori, dormiamo sereni pensando che, male che vada, ci sarà sempre un Pisapia e un “popolo delle spugnette”.

Maze

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