Ogni ordine è un crimine, ogni rivolta un bene

La rivoluzione della “differenziata”

in Abusi e Costumi/La loro società di

Il nemico è solo uno: l’inquinamento

E’ sbornia ecologista. Da quando una sedicenne svedese si è svegliata una mattina parlando di inquinamento, tutto il pianeta si è improvvisamente accorto che esiste un problema: l’inquinamento.
Non c’è telegiornale, quotidiano o talk show, che non si sia occupato della terribile notizia fino a ieri sconosciuta. E allora via, con la musica orchestrata a canali unificati: il mito di Greta (la svedesina), la candidatura al Nobel per la pace, le voci delle piazze, scienziati ed esperti di clima che spuntano ovunque come funghi, accolti dalle ovazioni del pubblico in sala.
Il mondo si ferma, si guarda, e scopre di essere malato.  Ma malato di cosa? La risposta ce la forniscono i ragazzi che hanno riempito le piazze e il “comitato degli esperti”.
Leggendo le loro dichiarazioni e ascoltandoli in televisione, io, comune mortale, apprendo molte cose che avevo sottovalutato. Lo ammetto. Finalmente, dopo anni di studi, letture e confronti, vengo illuminato da un nuovo messaggio capace di offrire salvezza a chi non ha mai voluto guardare in faccia la realtà.

Stupidi noi a non averci pensato prima.

Il problema del pianeta è l’anidride carbonica. O meglio, una modesta quantità sarebbe anche ben accetta (come un bicchierino di passito la sera), ma il troppo, si sa, stona. E questa maledetta anidride carbonica scalda la Terra, si sciolgono i ghiacciai, gli iceberg del polo nord diventano granita e si alzano i mari. Ergo, in undici anni (così dicono) finiremo tutti sommersi in un mare di… acqua. Un’acqua sempre più inquinata perchè ci ostiniamo ad acquistare bottiglie di plastica che poi ci divertiamo a lanciare nei fiumi, laghi e mari. Questo perchè manca l’educazione civica, ma per fortuna Salvini se ne è già accorto, anche lui fervente ambientalista.
Dall’acqua all’aria la situazione non migliora. Ancora troppi deviati mentali utilizzano l’auto per portare i figli a scuola, la nonna in ospedale o per correre a tutto gas dall’amante. E che dire degli aerei? Vere e proprie bombe inquinanti con le ali. Per non parlare del riscaldamento sempre al massimo in tutte le case degli italiani, popolo di freddolosi e mammoni.
Questo è quanto denunciano gli attori protagonisti della rivolta in atto. Ma sarebbe un errore catalogarli nella solita “setta del no”, perchè forniscono anche soluzioni pratiche e immediate – e per nulla utopiche – per cambiare il mondo.
Volendo menzionare solo quelle più radicali (siamo o no un sito anarchico?), la lista è avvincente. Si parte dalla raccolta differenziata, ovvero dividere la carta dalla plastica e dalle bucce di banana. Secondo, l’abbandono dell’auto in favore di lunghe e salutari passeggiate e biciclettate all’aria aperta. In tal modo la socializzazione è garantita e si riscopre la città guardandola con occhi diversi. Per i più ostinati, gli storpi o chi deve percorrere distanze da maratoneta, c’è l’auto elettrica.
Inutile dire che l’acqua nella bottiglie di plastica saranno considerate il male in terra, una droga da bandire, sostituite – così diceva una ragazza diciassettenne ospite di Lilli Gruber – da borracce d’acciaio personali. Come quelle che gli alpini riempono di grappa.
Ovviamente anche il regime alimentare dovrà essere consono alla rivoluzione. Il consumo di carne ridotto al minimo (perchè, si sa, le mucche scoreggiano anidride carbonica), o, meglio ancora, azzerato, ripiegando su un bell’hamburger di tofu o beccando semi di lino.
Per non parlare dei pannelli solari che, un pò alla volta, andranno a rivestire campagne, aiuole, tetti e cappelli delle signore chic dell’alta società milanese.

Ammettono candidamente che la politica a loro non interessa: vogliono solo un mondo più pulito.

Questo il formulario per sconfiggere i mali che affligono il pianeta. Stupidi noi a non averci pensato prima.
E fessi tutti coloro (pochi a quanto sembra) che hanno perso la vista e le amicizie, leggendo il Capitale, entrando così nel perverso mondo delle classi in antagonismo tra loro, con le fantasie della classe dominante e di quella dominata. Pazzi coloro che hanno creduto alla favola del capitalismo che scientificamente si adopera per danneggiare l’uomo e l’ambiente. Dementi noi ad associare l’attuale modello di sviluppo produttivo e consumistico alle cause di tutti i mali – umani, morali e materiali – compresa la distruzione dell’ambiente. Malati di mente ad accusare tale sistema economico che sfrutta gli uomini e saccheggia i nostri territori in nome del profitto.
Tutto questo pastone ideologico viene ora spazzato via dai moderni Che Guevara del fotovoltaico accompagnati dal loro manifesto della differenziata.
Non è un caso, infatti, che le parole “capitalismo” e “profitto” non siano mai apparse nel lessico utilizzato dai rappresentati di quest’ondata di facinorosi. I quali, per evitare incomprensioni, mettono le cose in chiaro e si definiscono apolitici, nè di destra nè di sinistra, disinteressati e ben distanti da ogni discorso che possa lambire la stanza dei bottoni e creare imbarazzi.
Ammettono candidamente che la politica a loro non interessa: vogliono solo un mondo più pulito. Come chiedere (gentilmente) a Hitler di piantare più alberi nel Terzo Reich, infischiandosene delle leggi razziali. Un’idiozia.
E allora, non è un caso nemmeno lo spazio che i grandi media dall’anima “green” e in mano a padroni amanti del “bio”, hanno concesso ai compagni in rivolta.
Mi viene in mente una frase di Emma Goldman: “Se votare servisse a qualcosa, non ce lo farebbero fare”. Come parlare di ecologia e ambiente senza puntare il dito contro i veri responsabili. E infatti, ce lo fanno fare.

Matrix

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