Ogni ordine è un crimine, ogni rivolta un bene

La Ministra e la minestra

in Abusi e Costumi/La loro società di

Il lamento del Grillo

Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti: un film dell’orrore”. Il ministro della Salute Giulia Grillo sintetizza così i risultati del monitoraggio delle mense scolastiche italiane effettuati dai Nas negli ultimi quattro mesi del 2018.
Una mensa su 3 presenta delle irregolarità e su 224 strutture ispezionate sette sono state chiuse per la grave situazione igienico-strutturale rilevata.
Multe per oltre 576mila euro e sequestrate oltre 2 tonnellate di alimenti. “Come madre e come ministro mi indigna pensare che sulle tavole dei nostri figli, a scuola, possano finire escrementi, muffe o alimenti di dubbia origine”.

E ci risiamo.
Ancora una volta mi tocca sentire  le anime belle che scendono giù dal pero e si guardano attorno meravigliate, come Alice nel Paese delle Meraviglie.
La “mamma” Giulia Grillo si indigna pensando alla merda propinata ai bambini e ai ragazzi delle scuole del Regno, come se lei stesse passando lì per caso e un funzionario pedante l’avesse presa per il cappottino e costretta a sorbirsi le contumelie di una Sanità allo sbando.
Ma guarda un po’.
Chi saranno quei cattivoni che si divertono a cucinare il pollo con le blatte? E quale chef all’avanguardia avrà pensato di abbinare il topo con gli asparagi?
Le ultime notizie dal Ministero della Salute ci dicono di una affannosa ricerca in tutto il palazzo per trovare chi potrà essere in grado di spiegare alla signora Grillo che lei, incidentalmente, è anche il Ministro dello stesso Dicastero che avrebbe dovuto prevenire l’avvelenamento degli scolari, e che forse, dovrebbe essere qualcun altro ad indignarsi e lei, come minimo, dovrebbe dimettersi.
Per il volontario addetto alla spiega, c’è il problema della nazionalità e del ceppo linguistico; quale lingua potrebbe comprendere la Ministra? Forse il bulgaro, o comunque una radice slava, mentre altri si concentrano radicalmente sull’idioma orientale, considerato che la Grillo pare sia ghiotta della cucina cinese. In deroga, è pronto un esperto di semantica che tenterà, con un disegno, a connettere il cervello della Grillo direttamente con le sue corde vocali.
La domanda da porre alla Ministra potrebbe essere su per giù questa: “sora Giulia, ma secondo lei, per quale motivo sulle tavole delle mense scolastiche arriva  la merda?”
Per una fatale distrazione ?
Per il destino cinico e baro?
Per sperimentare nuove fragranze?
Oppure, azzardo, questo Paese dove comandano i delinquenti abituali gioca al ribasso e concede gli appalti della ristorazione scolastica  a ditte esterne che si aggiudicano i bandi del Ministero promettendo di far mangiare gli scolari con due euro al giorno, primo, secondo, contorno e frutta?

Alla sora Giulia pungerà vaghezza che ci troviamo nel bel mezzo di una spietata guerra tra costi e ricavi, e che parole come etica, responsabilità e onestà sono di fatte inibite dal mantenimento del Saggio di profitto?
Ma io so, come diceva Pasolini.
So che la Ministra Giulia Grillo era comodamente seduta sui banchi di Montecitorio quando si discuteva sul finanziamento da stanziare per la Salute pubblica, e so anche che, sempre la Ministra di cui sopra, non ha alzato un sopracciglio quando ha realizzato che, come sempre, il budget destinato per la cura, la prevenzione e l’assistenza ai cittadini era l’ultima delle preoccupazioni del Governo.
La Grillo sa bene che la deriva nazionale (e internazionale) è quella di favorire l’ingresso delle aziende private in tutti i comparti dove lo Stato dovrebbe invece avere un ruolo preminente, primo fra tutti, proprio quello della Sanità.
Lo sa, ma se ne batte allegramente la ciolla, salvo poi indignarsi “come madre” quando, meschina, si accorge che i topi ballano nelle cucine degli istituti scolastici italiani. Tanto, statene certi, i figli dei Ministri la merda a scuola non la mangiano, perché i pargoletti della classe dirigente frequentano scuole a cinque stelle e non certo quelle pubbliche.
Ai Ministri la “cosa pubblica” fa schifo, perché è il popolo a fargli schifo, e si vede da come lo trattano.
Ed è sempre così, da sempre, dappertutto e per ogni cosa riguardi il benessere del popolo: a Genova viene giù un ponte facendo  una strage e si scopre, guarda caso, che la manutenzione della struttura faceva acqua da tutte le parti; se ti rompi una gamba e vai al Pronto Soccorso devi raccomandarti l’anima a Gesù cristo perché rischi di rimanerci sedici ore, sbattuto su una lettiga in corridoi da girone dantesco; i treni per i pendolari fanno schifo, roventi d’estate e gelati d’inverno, ogni due anni ne deraglia uno e poi si viene a sapere che quel convoglio stava in piedi grazie alla Madonna del Carmine; la scuola pubblica, oltre ad avvelenare le mense, è ridotta ad uno stato pietoso, con muri pericolanti, acqua che goccia dalle pareti e la classe docente formata da scappati di casa che non hanno la più pallida idea di cosa significhi la formazione delle giovani generazioni in un Paese civile.
E questo è niente in confronto alla malafede criminogena che da decenni alberga nella classe dirigente di una nazione che giustamente Pier Paolo Pasolini esecrava in una delle più belle poesie mai scritte (Alla mia Nazione ndr).
Le leggi vergognose per abbreviare la prescrizione e così sfuggire ad una pena certa, le istituzioni strette in un legame incestuoso con le mafie, l’indifferenza verso i più deboli, le stragi impunite a causa di depistaggi operati dai cosiddetti servitori dello Stato, il disprezzo verso qualsiasi forma d’arte che non sia mutuabile in business, il fastidio nei confronti di tutto ciò si avvicini alla parola cultura, la pretesa di decidere quando e come morire e la negazione del diverso fino alla sua emarginazione.

Di sacro non c’è rimasto neppure dio, per quei quattro poveracci che ancora credono nel Mistero della fede.
Di sacro c’è solo l’azienda, il profitto, la produzione e il consumo, simboli sempiterni di un nuovo stile di vita da imporre a tutti i costi e con ogni mezzo possibile.
Finita qui. E tutti zitti, altrimenti aumenta lo spread, il Vangelo dei nuovi Apostati del terzo millennio.

E allora comprenderete come l’unica strada che lor signori possono e devono battere senza sosta è il continuo, incessante bombardamento da parte dei media, non solo asserviti, ma addirittura di proprietà della stessa classe dirigente che poi decide come deve andare il mondo.
Un bombardamento fatto di spot televisivi ripetuti ogni santo giorno fino allo sfinimento, che interrompono brutalmente le trasmissioni, incuranti di cosa stiano interrompendo, di quando e perché, di programmi televisivi vuoti, stupidi, arroganti  che celebrano perfetti sconosciuti contenti di finire nel tritacarne mainstream, in cambio di cinque minuti di popolarità che pagheranno a caro prezzo per il resto della loro vita.
Questo il seme con cui far crescere l’ignoranza e  l’indifferenza, questa la bocca da fuoco per radere al suolo la coscienza e il pensiero.

Tutto questo, la Ministra Giulia Grillo lo sa bene, meglio di noi.
E pensare che una volta, il grillo, era solo quello di Pinocchio.

Ero felice e non lo sapevo.

 

Buonanotte popolo.

 

Andrea Boni

Ultimi articoli "Abusi e Costumi"

Torna SU